Nel suo recente articolo su La Gazzetta del Mezzogiorno, Enrica Simonetti ci ricorda una verità semplice e potente: a volte la meta non è un luogo, ma il cammino stesso. Le sue parole, che intrecciano Santiago, Finisterre e persino Cassano, hanno risuonato profondamente nel nostro Circolo. Perché raccontano qualcosa che viviamo ogni giorno: la capacità del camminare di riportarci al passo giusto, di restituire senso ai paesaggi, di farci ascoltare ciò che il territorio prova da sempre a dirci.
Anche noi, qui sulla Murgia, sappiamo che non serve partire per la Spagna per sentire questo richiamo. Basta inoltrarsi tra le querce, seguire una lama, osservare come la luce cambia nella Foresta di Mercadante. Luoghi che sembrano familiari e che invece, se affrontati con lo spirito di chi cammina davvero, rivelano profondità inattese.
È in questo spirito che abbiamo costruito il nostro programma 2026: un anno dedicato alla lentezza e all’esplorazione rispettosa del territorio.
Nella campagna tesseramento ufficiale il Circolo ha annunciato 12 escursioni tematiche, una ogni mese, pensate per raccontare la Murgia da angolature sempre nuove — botanica, storia del paesaggio, idraulica forestale, biodiversità, masserie, vie antiche, geologia, memoria locale e tanto altro.
Una scelta che non è casuale: le escursioni non sono semplici passeggiate, ma strumenti di conoscenza e di tutela. Camminare significa osservare, comprendere e, di conseguenza, proteggere. Per questo il nostro primo appuntamento del 2026 sarà dedicato proprio alla Foresta di Mercadante nel centenario della sua nascita, un’occasione per attraversare insieme lame, rimboschimenti storici e querce secolari che raccontano l’evoluzione del territorio. L’uscita è già stata presentata sul nostro blog come un percorso di natura, memoria e prevenzione ambientale.
Leggere l’articolo di Simonetti ci ha confermato che siamo sulla strada giusta. Quando scrive che anche Cassano può diventare un punto di partenza per un cammino significativo, ci riconosciamo pienamente: è esattamente ciò che cerchiamo di trasmettere con le nostre attività. Non c’è bisogno di attraversare i Pirenei per vivere un’esperienza autentica: l’autenticità abita già qui, nelle nostre pietre, nei muretti, nelle vecchie mulattiere e nelle storie che custodiamo collettivamente.
Vogliamo anche ringraziare il nostro socio Nicola Diomede, che con passione e disponibilità contribuisce da anni a valorizzare la cultura del cammino nel nostro territorio, ricordandoci ogni volta che il valore di un percorso non si misura in chilometri, ma nella capacità che ha di cambiare chi lo attraversa.
Il 2026 sarà un anno di passi condivisi, di conoscenza e di cura.
Se è vero che la meta è il cammino, allora siamo già partiti.
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